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Il rapporto sull'acqua del rubinetto 

Un questionario di 15 domande sulle abitudini di consumo dell'acqua del rubinetto somministrato a un campione di quasi cinquecento persone, residenti nel territorio cremonese, che sono state contattate nelle piazze e nei mercati della città e di alcuni paesi.

Dai dati raccolti ed elaborati si constata apprezzamento per l’acqua del rubinetto: il 43% degli intervistati ha dichiarato di berla, il 57% la ritiene più sicura e controllata di quella in bottiglia e il 67% si è detto disposto e favorevole a sostituire l’acqua in bottiglie di plastica con una borraccia riempita con acqua del rubinetto.

I principali driver che determinano la scelta dell’acqua da bere (in bottiglia o del rubinetto) sono l’abitudine (65%), il gusto e la qualità (circa il 48%).

Gli intervistati si sono dimostrati impreparati circa la differenza di prezzo tra acqua in bottiglia e del rubinetto, ignorando il reale costo e il risparmio economico derivante dal bere l’acqua di rete (solo il 43% sa che mille litri costano meno di due euro). L’85% degli intervistati ha dichiarato di sapere che l’80% dell’acqua in commercio è confezionata in bottiglie di plastica e il 56% sa che l’Italia è il primo Paese in Europa e il terzo al mondo per consumo di acqua in bottiglia, mentre emerge una scarsa informazione in merito al tema del riciclo della plastica: meno della metà degli intervistati è consapevole che viene riciclato soltanto il 13% della plastica prodotta e utilizzata.

Dal rapporto emerge anche un altro aspetto importante, indice delle abitudini e dei costumi sociali ormai consolidati nel tempo. La maggior parte delle persone (58%) sa di poter ordinare, al ristorante o al bar, l’acqua del rubinetto, ma soltanto il 30% la chiede effettivamente.

Dal dialogo con le persone, gli studenti hanno misurato l’efficacia della campagna di comunicazione socio-ambientale promossa negli ultimi tre anni da Padania Acque, soprattutto per quanto riguarda la diffusione di utilizzo delle borracce in sostituzione delle bottigliette di plastica, e hanno anche offerto validi suggerimenti per proseguire l’azione di sensibilizzazione.