Servizio Idrico Integrato: approvato il nuovo Piano di investimenti da 138,4 milioni di euro per la provincia di Cremona
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Data:
04/08/26
Più risorse, cantieri strategici e infrastrutture all'avanguardia per garantire sicurezza, sostenibilità e resilienza al servizio idrico della provincia di Cremona. La Conferenza dei Comuni e l’Assemblea dei Soci di Padania Acque hanno approvato all’unanimità la revisione biennale del Piano d’Ambito 2024-2029, frutto del lavoro congiunto tra le strutture tecniche e di governo dell’Ufficio d’Ambito di Cremona e del gestore unico.
Il lavoro sinergico ha permesso di definire un piano industriale di elevata qualità che innalza il totale degli investimenti a 138,4 milioni di euro fino al 2029 (+20,3% rispetto ai 115 milioni della precedente programmazione), garantendo una media di 23,1 milioni di euro all’anno destinati a 113 Comuni e oltre 350mila residenti.
«Rispetto a quanto pianificato, il nuovo programma mette in campo 23,4 milioni di euro aggiuntivi per dare continuità all'ammodernamento delle reti e all'efficienza del servizio – dichiara il Presidente di Padania Acque, Cristian Chizzoli –. È il risultato di una forte visione di sistema condivisa con l’Ufficio d’Ambito e i Sindaci, per garantire al nostro territorio infrastrutture idriche moderne e resilienti».
«Dietro questi numeri c’è una complessa e rigorosa attività di programmazione - sottolinea l’Amministratore Delegato, Alessandro Lanfranchi -. Il nostro compito è trasformare gli indirizzi dell'ATO in opere concrete e cantierabili. La revisione del Piano dimostra la capacità del sistema cremonese di pianificare con responsabilità lo sviluppo del servizio, tutelando la risorsa acqua per il futuro».
I cantieri e le opere strategiche
Il Direttore Generale, Stefano Ottolini, ha illustrato nel dettaglio gli interventi prioritari: «La nuova pianificazione destina quasi 27 milioni di euro alla manutenzione straordinaria di acquedotti, fognature e depurazione. Tra le opere principali figurano il nuovo collettamento fognario di Casalmaggiore (10,8 milioni di euro), la riqualificazione dei potabilizzatori Cremona Est e Cremona Ovest (4 milioni) e il piano di riassetto delle fognature (3,2 milioni). Investiamo inoltre 5 milioni per l'estensione di reti e allacciamenti e 7 milioni per la digitalizzazione, con la sostituzione dei vecchi contatori con smart meter elettronici».
A questo quadro si aggiunge il grande progetto strategico da 26 milioni di euro per l'accorpamento degli acquedotti del cremasco (Offanengo, Romanengo, Crema, Madignano, Izano e Castelleone). L'opera è stata candidata al programma nazionale SFNIISSI (Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico), ottenendo la classificazione in prima fascia di merito e ricevendo, lo scorso 31 luglio, una prima assegnazione di risorse da parte di Invitalia, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Sostenibilità finanziaria e confronto tariffario: Cremona al top per convenienza
Per sostenere la mole degli investimenti programmati e coprire i costi operativi incomprimibili (incremento dei costi dei materiali ed energia), l’applicazione della regolazione tariffaria nazionale disposta da ARERA prevede per il triennio 2027-2029 un adeguamento contenuto, pari mediamente a circa il 5% annuo, che si traduce per le famiglie in un impatto modesto, stimabile in circa 1,50 euro in più al mese. Un aggiornamento necessario per garantire la tenuta del piano e la continuità di servizi ad alto valore per la comunità, come la gestione delle Case dell’Acqua e un nuovo piano strutturato di pulizia delle caditoie.
Nonostante l'aggiornamento, il costo dell'acqua nel territorio cremonese si conferma tra i più contenuti a livello nazionale. In base all’analisi dell’associazione Cittadinanza Attiva sulle tariffe 2025 nei territori limitrofi e comparabili, emerge la sostenibilità della tariffa applicata da Padania Acque: con un costo di 2,55 €/mc, la spesa media annua per una famiglia con un consumo di 150.000 litri (150 m3) risulta di circa 383 euro.
Il dato posiziona la provincia di Cremona nella fascia più virtuosa del comparto, con valori nettamente inferiori rispetto a realtà vicine come Parma (3,69 €/mc, pari a 554 €/anno), Piacenza (3,27 €/mc, 490 €/anno), Reggio Emilia (2,93 €/mc, 440 €/anno), Brescia (2,72 €/mc, 408 €/anno), Lecco (2,67 €/mc, 401 €/anno) e Mantova (2,62 €/mc, 393 €/anno), superando solo il dato della provincia di Lodi (2,14 €/mc, 321 €/anno).
Ultimo aggiornamento
04/08/26